domenica 14 marzo 2010

A Vedano Olona tutto tace

SILENZIO STAMPA
IN ATTESA DEL RISULTATO ELETTORALE

Riceviamo e pubblichiamo
A più di 9 mesi dalla elezione del nuovo Sindaco tutto tace sul fronte della comunicazione da parte dell’Amministrazione Comunale vedanese.
Dell’INFORMATORE COMUNALE non si sa nulla, il quindicinale A VEDANO, promosso dall’Amministrazione guidata da Progetto Popolare per Vedano e inviato a 600 indirizzi mail e stampato in 400 copie, è scomparso, sostituito, una tantum, da mail che segnalano gli eventi organizzati in paese.
Nel Consiglio Comunale del 27 novembre (cioè più di tre mesi fa) il Consigliere delegato alla Comunicazione affermava la volontà “di affiancare alla nuova edizione dell’informatore comunale, per la quale si sta cercando un formato che contenga i costi, un sito che diventi uno strumento di condivisione e di partecipazione con la cittadinanza, con le associazioni ed anche con le minoranze, quindi qualcosa che consenta in tempo reale a tutta la cittadinanza, a tutte le associazioni, di contribuire nel progetto di informazione e di condivisione di quello che succede a Vedano e, pertanto, come opera dell’Amministrazione ma anche delle associazioni e di tutti gli altri enti, dando la possibilità di rendersi visibili, di promuovere le proprie iniziative.” (dal verbale del Consiglio Comunale del 27.11.2009)
Siamo al 10 marzo e del nuovo sito e dell’Informatore Comunale, in qualsiasi formato, non c’è traccia. Così oltre a non informare i cittadini non si dà modo alle minoranze di poter far sentire la loro voce attraverso uno strumento (l’Informatore Comunale) che nel passato ogni 3\4 mesi raggiungeva tutte le famiglie vedanesi.
Noi abbiamo www.progettopopolare.net, ma vorremmo anche avere il nostro spazio su un foglio istituzionale e soprattutto vorremmo che fosse dato spazio alle attività delle associazioni, della scuola e di tutti i soggetti che hanno qualcosa da dire.
Temiamo però che questo ritardo, ormai non più giustificabile, dipenda dalla scelta del direttore editoriale dell’Informatore. Dovrà essere in quota Lega o in quota PDL ? Speriamo di non dover attendere il risultato delle elezioni regionali per vedere chi pesa di più a Vedano.
Dopo le dimissioni degli eletti ancora prima del primo Consiglio Comunale e gli assessori ripescati, uno spettacolo a cui i vedanesi non erano abituati.
Giovanni Barbesino e Antonella De Micheli
Consiglieri Comunali di Progetto Popolare per Vedano
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sabato 13 marzo 2010

Bilancio comunale: i nodi sono arrivati al pettine. La cicala e la formica.

CANDIANI, LA CICALA.
E GLI ALLEATI STANNO A GUARDARE.
LA SEPRIO SERVIZI? UNA VORAGINE!

Abbiamo letto e pubblichiamo
TRADATE - L'opposizione lo sosteneva da tempo, oggi la crisi dei numeri del documento finanziario dell'ente dà ragione ai timori espressi in più di un'occasione dai banchi della minoranza. 
Nel 2008, durante la consueta relazione al bilancio letta in consiglio comunale, Pino Scrivo (Ulivo per Tradate) faceva notare come la situazione fosse destinata ad evolvere negativamente nel corso degli anni a venire: «A causa della maggiore incidenza della quota per l'ammortamento dei mutui, che passerà dall'attuale milione di euro a 1 milione e 800 mila euro, nei prossimi anni per stare in piedi dovremo introitare almeno 3 milioni di euro all'anno di oneri di urbanizzazione - sosteneva allora il consigliere Scrivo - senza contare i nuovi mutui che dovremo sostenere per permettere alla Seprio (clicca qui) di sopravvivere. Insomma, il Comune di Tradate si sta comportando come quei nobili decaduti che svendono i propri gioielli pur di mantenere alto il proprio tenore di vita. Seguendo il trend attuale alla fine del 2010 l'indebitamento del comune avrà raggiunto i 26 milioni di euro e quello della Seprio ammonterà a 14 milioni. Un trend impressionante, che potrebbe portare a un punto di non ritorno». Previsioni che, complice una crisi solo ai primi passi nel 2008, oggi trovano conferma nelle difficoltà dell'ente nel far quadrare i propri conti.
È di ieri infatti l'intervista all'assessore al Bilancio Davide Fratus, che ha esposto tutte le proprie preoccupazioni in merito alla difficile situazione, preannunciando sacrifici durissimi per ogni settore del comune per permettere di arrivare alla chiusura del documento. 
«Oggi piangono miseria - dice Scrivo - danno la colpa alla crisi, ma la situazione odierna viene da lontano, non si può pensare di fare cassa con gli oneri. Tant'è che già nel 2008 avevamo proposto di redigere un bilancio che entro il 2011 mettesse in grado il comune di Tradate di stare in piedi senza tenere contro degli oneri di urbanizzazione. Il nostro consiglio è caduto nel vuoto, ma ho l'impressione che avrebbero fatto bene ad ascoltarci, perché era impensabile che si continuasse con i livelli di crescita sostenuti in passato». 
Secondo il consigliere di opposizione la vera causa dei dissesti finanziari è da ricercare nella Seprio Patrimonio e Servizi, la società patrimoniale del comune di Tradate, rivelatasi uno strumento di molto al di sotto delle aspettative: «Il vero problema sta nella Seprio - conferma Scrivo - che pesa sul comune con canoni ormai insostenibili. Non è una questione che si può liquidare in quattro parole, ma si pensi ad esempio al costo del personale: nel budget iniziale era previsto in 250 mila euro annui e doveva essere tutto personale trasferito dal Comune. Oggi il costo ammonta a un milione di euro e le persone arrivano quasi tutte da fuori, quindi senza benefici per il Comune. Dunque si troverà una soluzione ai problemi di bilancio dell'Ente solo quando questa Seprio non esisterà più».
Alessandro Madron

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La Lega, da 7 anni su 9 al governo! Lo sapete?

LEGA DI RONDA O DI GOVERNO?
La Lega è al governo da 7 anni e sembra invece che non ci sia mai stata. In provincia di Varese 'regna' dal 1993!
Riceviamo e pubblichiamo
Per fortuna che eravamo seduti quando abbiamo letto, sul sito del Comune, il comunicato stampa di B&C (Baroffio e Chiurato), che presi dal clima di campagna elettorale e dalla prossima inaugurazione della sede della Lega, forse si sono dimenticati di essere il Sindaco e l’Assessore alla Sicurezza, e così hanno messo tutto il loro armamentario e abbigliamento padano per scrivere (citiamo testualmente) “un invito rivolto a tutti i cittadini che vogliono contribuire, al mantenimento della nostra libertà, in particolare sotto l’aspetto della sicurezza, oggi sempre più minacciata” e poi “uniamo le nostre forze per la migliore tutela dei nostri diritti !”.
Ci pare un atteggiamento veramente irresponsabile, che alimenta un clima di insicurezza, di sospetto nei confronti degli altri e di emergenza, che mina la coesione sociale di un paese che invece ha bisogno di moltiplicare le occasioni di conoscenza reciproca, di crescita delle relazioni, di investimento sulla fiducia, soprattutto per una crescita armonica delle nuove generazioni.

Invece arrivano questi proclami, che vanno bene per la campagna elettorale, ma che non sono certo espressione di quell’equilibrio che si chiede a chi ha responsabilità di governo.

Non ci sottraiamo certo a discutere di sicurezza e per questo avevamo proposto la creazione di una Commissione Servizi e Sicurezza Sociale, perché crediamo che il tema della sicurezza è fortemente correlato alla prevenzione, alla protezione sociale, alla cultura anche all’uso del tempo libero. E non ci spaventa neppure affrontare il tema del ruolo attivo dei cittadini per una migliore convivenza sociale e per una tutela dei beni comuni.

Ci opponiamo invece ad una comunicazione e alle conseguenti scelte che parlano alla pancia della gente e dimenticano l’esercizio della responsabilità di governo.

Consigliamo al Sindaco e all’Assessore che, anziché fare la campagna elettorale con i comunicati stampa del Comune, ricordino al Ministro Maroni la nostra proposta di Polo della Sicurezza. Chissà che non sia più utile rafforzare la dotazione e le infrastrutture per la sicurezza che scrivere slogan tratti dal vocabolario di Borghezio.

Antonella De Micheli e Giovanni Barbesino
Consiglieri Comunali di Progetto Popolare per Vedano

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venerdì 12 marzo 2010

«l'Altra Saronno», quarto numero


ANCORA PRESENTE IN TUTTE LE FAMIGLIE
Il quarto numero. Sempre meglio, nei contenuti e nella grafica. Grazie per la attenzione. (AltraSaronno)

per leggere tutto clicca qui
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Riflessioni sul rispetto delle regole

DEMOCRAZIA
E RISPETTO DELLE REGOLE

Riceviamo e pubblichiamo
C’è poco da dire sul pasticcio delle Regionali in Lazio e Lombardia. Il PdL ha commesso un pasticcio (tutto fatto in casa) e deve smetterla di recriminare contro i soliti giudici ‘comunisti’. Berlusconi avrebbe dovuto ammettere l’errore grossolano dei suoi, chiedere scusa e trovare una soluzione condivisa con gli altri partiti, perché qui si sta parlando delle regole del gioco. Invece ha voluto far da solo e dettare ai giudici del TAR un’improbabile interpretazione di una legge che ha 42 anni e fino a ieri di decreti interpretativi non ne aveva bisogno.
Il problema è il solito, esiste in Italia una fastidiosa e arrogante ingiustizia: da una parte i cittadini onesti, che fanno il loro dovere e se sbagliano pagano, dall’altra un gruppo di persone che crede di poter maneggiare la legge per i propri interessi.
Se io vado oltre il limite di velocità, mi arriva la multa dell’autovelox e io devo pagare. Se arrivo tardi a saldare il canone, la spazzatura o la rata del mutuo, mi viene applicata la sovra-tassa e io devo pagare. Se mi iscrivo tardi ad un esame universitario, lo salto. Se invece il PdL arriva tardi a consegnare le firme e il suo dirigente va a farsi un panino… non c’è problema, tanto basta fare una legge ‘ad hoc’ e tutto si risolve (in realtà no, visto che nemmeno con questo trucco ci son riusciti).
L’esercizio della democrazia deve essere garantito a tutti ed è proprio per questo, per evitare la prepotenza dei potenti, che esistono le leggi!

Andrea Botta (portavoce PD Tradate)
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giovedì 11 marzo 2010

Mondiali ciclismo a Varese? E i conti?

Nietzche che dice? Boh!

Una vostra lettera ci ha aperto una finestra che avevamo dimenticata chiusa. Provate a leggere. La prima parte è la segnalazione da un blog; la seconda parte è la notizia così come appare su "la Repubblica". Questioni inquietanti!

Con Matteo Bordone io ci ho fatto il liceo insieme, e mi è sempre stato prima indifferente poi antipatico, poi sempre più antipatico mano a mano che diventava "famoso". Non so se fosse colpa sua o colpa mia: forse sua che non si ricordava di me e mia che rosicavo perché lui stava facendo molto di quello che sarebbe piaciuto fare a me.
Però c'è da dire: Matteo Bordone sa scrivere. E soprattutto è uno dei pochi della mia generazione - quella dei maturati tra gli anni 1992 e 1997 al Liceo Classico "Cairoli" di Varese - che sia diventato "famoso" pur non essendo un leghista o un esaltato con smanie fasciste o figlio di papà o giù di lì.
Perciò, cara Altra Tradate, ti segnalo questo suo post
perché merita davvero.
a.

Per conoscere tutto clicca anche qui (la Repubblica, con l'articolo "Mondiali ciclismo, la legge dell' urgenza a Varese spese folli e lavori a metà").

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mercoledì 10 marzo 2010

A domani, seguiteci, informazioni importanti!

ABBIAMO LETTO
COME I MONDIALI DI CICLISMO A VARESE
SIANO STATI...
eccetera eccetera...

La 'Nuova Casta' di Varese, e un patto di ferro assieme a quelli che odiano (a parole) ROMA LADRONA!
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Le liste elettorali, una figuraccia

QUAL E' LA VERA PROFESSIONALITA'
DEL POLITICO?

Le recenti vicende delle liste elettorali, con annesso il Decreto interpretativo verso cui ha optato alla fine, stretto nella morsa, il presidente Napolitano, hanno offerto uno spettacolo indecoroso di scarsa professionalità della politica italiana che non deve essere tuttavia esagerato.
Anche la classe politica più efficiente può incontrare difficoltà. La cosa importante è accorgersene, chiedere scusa e continuare ad andare avanti migliorando. Ciò ovviamente non risolve per nulla la questione relativa al valore stesso della politica italiana, la quale non sarebbe stata certamente immune da critiche anche se la vicenda delle liste elettorali non fosse accaduta per nulla.

Ogni professione richiede una competenza specifica. E questa si ricava dall’attitudine e dalle preparazioni necessarie per poter essere all’altezza della mansione che si deve svolgere per fare bene uno specifico lavoro. Non è importante stabilire quale lavoro abbia maggior peso.

Ogni attività professionale richiede ad una persona di saper operare bene in quella specifica mansione. E qualcuno può operare bene solo se comprende il significato vero del suo lavoro. Basta pensare a professioni come il medico o il professore per capire che se non è compreso il senso comunitario della cura personale o della formazione culturale difficilmente potranno mai essere svolti a dovere quei tipi di lavori.
D’altro canto, anche la politica è una professione. Bisogna avere doti particolarissime che non sono equiparabili a quelle di nessun altro. Tuttavia la peculiarità della professione politica è quella di non avere nessuna vera professionalità.

Perciò si può divenire dei politici solo se un lavoro lo si sa già fare. E si può essere dei politici in gamba solo se si concepisce chiaramente il diverso ruolo professionale e le diverse competenze di lavoro che entrano in gioco quando si opera politicamente.
I pensatori classici amavano chiamare questa funzione distinta il “bene comune”, concepito come il fine ultimo della politica.
Isidoro di Siviglia spiegava che esso consiste nel gestire i beni degli altri senza alcun interesse proprio. Non che non si debbano continuare ad avere interessi personali, ma essi non costituiscono, e non devono costituire mai, per un politico la vera finalità che muove ad agire nella gestione degli affari pubblici.

L’etica, perciò, è la base unica dell’attività politica, perché il politico è il professionista delle virtù. Non a caso, di tutte le doti umane quella più importante è la prudenza.
E la prudenza, che significa “agire ponderatamente seguendo la ragione”, è il valore politico per eccellenza. Naturalmente dopo quello di non perseguire mai l’interesse privato, ma solo il bene comune. Ossia, avere la missione assurda di servire e non rubare.



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Razzismo e pregiudizi. Basta con le bugie (6)

LE PALLE DELLA LEGA NORD
E DEI SUOI AMICI DI MERENDA!

«Infatti sono tutti in galera»
E il reato di immigrazione clandestina?
I detenuti stranieri costituiscono una buon parte del totale: sono il 37,4% con differenze importanti da zona a zona. Nel Nord l’incidenza è particolarmente forte: si va dal 69,7% della Valle d’Aosta al 46,4% della Lombardia e in tutte le Regioni la percentuale si attesta sopra il 50%. Al Sud il dato è meno drammatico ma comunque rilevante: spicca il Lazio con il 40,9% e seguono le altre con percentuali che si aggirano nella media del 20-25%, fino alla Campania con il 13,1%. È senz’altro vero che la popolazione carceraria è composta in maniera preponderante da stranieri soprattutto se in rapporto alla popolazione. È anche vero che bisogna analizzare i reati per i quali sono perseguiti per comprendere la loro effettiva pericolosità sociale.Moltissimi immigrati finiscono in carcere per infrazioni legate alla loro condizione di clandestinità: sul totale delle denunce a carico di stranieri, infatti, quasi il 30% delle denunce è legato all’immigrazione clandestina. In particolare: trasgressione delle leggi in materia di immigrazione (14,7%), false dichiarazioni sull’identità (4,2%), resistenza a pubblico ufficiale (3,8%), falsità di privati in atti pubblici e atti falsi (3,4%). In questa rassegna non è ricompresa la nuova fattispecie di immigrazione clandestina (il ‘reato’ introdotto dal governo Berlusconi) che potrebbe aumentare di molto le statistiche.
Su un totale di circa 65mila detenuti, il 37%, è composto da immigrati provenienti per lo più dal Nord Africa, dalla Romania e dall’Albania. Più precisamente sono circa 4.333 i detenuti stranieri provenienti da paesi comunitari e 19.666 quelli da paesi extracomunitari. Negli istituti penitenziari del Nord la percentuale di detenuti stranieri oscilla tra il 60 e il 70% e in alcune carceri si arriva all’83% (Padova).
La motivazione dell’arresto degli stranieri è spesso legata a piccoli reati, per i quali è prevista una pena detentiva di breve durata, in alcuni casi inferiore a sette giorni, e alla mancata concessione di misure alternative alla pena detentiva, che – invece – sono usualmente concesse agli italiani.
Agli stranieri, infatti, proprio in ragione del loro status sociale e del loro mancato radicamento all’interno di una comunità territoriale, le forme alternative di esecuzione della pena previste dall’Ordinamento Penitenziario sono raramente applicate. Tuttavia, i dati forniti dallo stesso Ministero della Giustizia confermano che la mancata concessione delle misure alternative influisce negativamente sui comportamenti recidivanti dei condannati. In altri termini, sussiste un maggior numero di recidivi tra coloro che hanno dovuto scontare l’intera pena in carcere rispetto a quelli ai quali è stata concessa una misura alternativa per i quali, pertanto, è maggiormente facilitato il reinserimento nel tessuto sociale. Ciò vale per gli italiani e per gli stranieri.
Fonti
Osservatorio ItaliaRazzismo
Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
Rapporto Ismu 2009
Rapporto sulla criminalità in Italia. Analisi, Prevenzione, Contrasto, Ministero dell’Interno, 2007
Transcrime
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martedì 9 marzo 2010

Chiama Telefono Amico: cercansi volontari

DONATORI D'ASCOLTO
CERCANSI

Il dono della gratuità, il valore dell'ascolto; parole chiave per comprendere il senso di un'esperienza unica. E' lo straordinario percorso del Telefono Amico Cevita, coordinamento attivo sul territorio nazionale dal 1999, distillato operativo del servizio Telefono Amico, presente in Italia da oltre 40 anni. Un universo composto interamente da volontari, da persone che dedicano ascolto alle storie, alle parole, ai silenzi di chi effettua la chiamata. Un numero verde totalmente gratuito attivo 24 ore su 24, ogni giorno della settimana, in tutta Italia: 11 centri, 188525 interventi effettuati e 470698 minuti effettivi d'ascolto. Sono alcuni numeri del lavoro svolto dal Telefono Amico Cevita nel corso del 2009.
Il centro d'ascolto di Varese intende rinnovare anche per il 2010 le ambiziose sfide di un servizio che cresce e che intende continuare a rappresentare un prezioso punto di riferimento; da qui l'esigenza di poter ampliare la rete di donne e uomini interessati a rivoluzionare il proprio modo di ascoltare gli altri e di relazionarsi con loro.
Martedì 23 marzo alle ore 20.30, presso il Centro Diurno polivalente di via Maspero- 20 a Varese, è in programma un incontro di presentazione del corso per nuovi volontari del Telefono Amico Cevita; un'esperienza speciale, totalmente gratuita, rivolta a ogni persona in grado di mettersi in gioco, offrendo tempo e spazio al bisogno di comunicazione e di ascolto degli altri. Un cammino capace di svelare la bellezza della condivisione della quotidianità, in libertà e discrezione.
Partecipare al corso per diventare volontario è semplice; per informazioni e iscrizioni è possibile contattare il numero verde 800848444, oppure scrivere
all'indirizzo di posta elettronica info@telefonoamico.va.it
Anche a Varese il Telefono Amico offre quindi l'opportunità di scoprirsi donatori d'ascolto; una chiamata speciale che merita una risposta di sostegno.
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lunedì 8 marzo 2010

Pipolo «in concert»! Di tutto, di più!

PAROLE PIENE DI RANCORE
LA «NUOVA POLITICA» DI UN «VECCHIO NAVIGATORE»
CHE HA SAPUTO SEMPRE «BEN GALLEGGIARE»

Abbiamo letto questo pezzo su VareseNews e qui ve lo riportiamo integralmente per ogni vostro commento. Noi per ora non affermiamo nulla. Ricordiamo che trattiamo la questione solo perché ne avevamo da qui parlato (clicca qui).
“Astinenza da poltrona”
Il vicesindaco Vito Pipolo risponde all’ex capogruppo di Forza Italia, Fabrizio Piacentina, che si era espresso negativamente sul “caso delle torri”
Gran bella cosa la democrazia in Italia!
Tutti hanno il diritto di parlare o straparlare! Fregiandosi di titoli passati quasi fossero presidenti emeriti della nostra Repubblica o della Corte Costituzionale.
Gli ex, si sa, in questi giorni di campagna elettorale, devono uscire dalle tane dove (la democrazia) li ha ricacciati. Va bene dissentire su tutto, in particolare sull’argomento del giorno, ognuno ha la sua campana da suonare.
Il dott. Piacentini Fabrizio, già CDA del Parco Pineta e ex capogruppo consigliare di Forza Italia, ha tutti i diritti di criticare la maggioranza che regge e reggerà le sorti del comune di Tradate fino a maggio 2012, senza dimenticare che questa maggioranza gli ha consentito di fregiarsi di tutti i titoli onorifici di cui sopra.
E’ vero che, come soleva dire Craxi, solo i gli imbecilli non cambiano idea: tanti nel corso di questi anni lo hanno fatto, cambiando la loro pelle come serpenti.
Dovrebbe però accanto alle critiche ricordare che dal 2002 al 2007, allora perfettamente integrato nella maggioranza, ha sempre sostenuto le scelte urbanistiche della stessa facendo egli parte della Commissione Territorio.
Solo ora si è accorto che si deve riflettere sulle scelte urbanistiche, non solo quelle presenti e future, ma anche su quelle passate.
Considerato che la questione, come sottolineato dal dott. Piacentini è politica, perché questi attacchi personali al Sindaco e al capogruppo Tramontana?
Il dottor Piacentini è forse roso dalla rabbia perché il signor Tramontana gli ha “soffiato” la poltrona nel CDA del Parco Pineta?
Sono certo che l’assessore ai trasporti (guarda caso) della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo colmerà questa astinenza da... poltrona o mal che vada gli troverà un lavoro ben retribuito.
Il vicesindaco Vito Pipolo
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8 marzo festa delle donne

OGGI FESTA DELLA DONNA
Buona settimana a tutte le donne, quelle che frequentano il BLOG e quelle che non lo frequentano. Fatevi sempre sentire, con la voce e con la azione! C'è assoluto bisogno di voi. Sempre, non solo oggi.
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Lettera aperta di Barbesino

A quando una nuova consapevolezza?

Cara Altratradate,
in questi giorni nei quali la corruzione e la tracotanza con cui si dice che la forma non conta, con le conseguenti prese di posizione, altrettanto urlate, occupano le prime pagine dei giornali, mi sono ritornate in mente le parole che Alexander Langer, persona da riscoprire a 15 anni dalla sua drammatica morte, scriveva nel 1991.
E’ un tempo, questo, in cui non passa giorno senza che si getti qualche pietra sull’impegno pubblico, specie politico. Troppa è la corruzione, la falsità, il trionfo dell’apparenza e della volgarità. Troppo accreditati i finti rinnovamenti, moralismi abusivi, demagogia e semplicismo. Troppo evidente la carica di eversione e deviazione che caratterizza mansioni che dovevano essere di estrema responsabilità. Davvero non si sa dove ritrovare le risorse spirituali per cimentarsi su un terreno sempre più impervio. Non sarà magari più saggio abbandonare un campo talmente intossicato da non poter sperare in alcuna bonifica, e coltivare –semmai- altrove nuovi appezzamenti per modesti che siano? E continuava dichiarando la sua fatica nell’accettare di proseguire nella missione “di chi ha capito cose importanti e necessarie anche agli altri e sa che sarà assai impopolare diffondere un messaggio che non promette vantaggi e prebende, ma chiede cambiamenti profondi e va contro corrente”.
Allora avendo un’idea alta della politica, forse perché la vivo da tempo solo come amministratore locale, mi chiedo se verrà il tempo in cui la nostra classe dirigente, non solo quella politica, si accorgerà della grave responsabilità che ha nei confronti delle nuove generazioni e assumerà comportamenti corretti, sobri, prenderà provvedimenti nell’interesse di tutti e non solo quelli che generano consenso.
Sono convinto infatti che la vera urgenza educativa sta nel fatto che c’è un mondo adulto che fa troppo poco per acquisire credibilità agli occhi dei più giovani e rischia, con lo spettacolo che ci mostra, di allontanare sempre più, giovani e non, dalla partecipazione alla vita civile e politica, facendo si che ci si chiuda solo nel più disinvolto consumismo.
Avremmo invece bisogno di una classe dirigente capace di vivere queste parole di Pavel Florenskij: “imparate a fare tutto quel che fate con passione, ad avere il gusto del bello, dell’ordine; non disperdetevi, non fate niente senza gusto, a qualche maniera. Ricordatevi che nel “pressapochismo” si può perdere tutta la vita.
Cordialità
Giovanni Barbesino
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Questa sera a Castiglione Olona: il disastro del Lambro

Lunedì 8 marzo, alle ore 20.45

CASTIGLIONE OLONA
sala del paesaggio del Centro Civico
Circolone di via IV Novembre

LOMBARDIA
e
TERRITORIO

Clima, energia e ambiente

Quale il ruolo della Regione dopo il disastro del Lambro

incontro con
Mario Agostinelli

modera la serata Alessandro Madron

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sabato 6 marzo 2010

Caso delle tre torri, il commento di Fabrizio Piacentini

SALTATO IL CONSIGLIO COMUNALE!

Tradate, un'altra voce si aggiunge alla discussione politica sorta intorno all'area ex-Moplast di viale Marconi: a parlare questa volta è l'ex capogruppo consiliare di Forza Italia.
Saltato il consiglio comunale, la maggioranza si riunisce a fare il punto della situazione.

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venerdì 5 marzo 2010

Conferenza stampa di Pino Scrivo a Villa Truffini

SABATO MATTINA ORE 11
CONFERENZA STAMPA
di Giuseppe Scrivo, candidato alle elezioni regionali

Riceviamo e pubblichiamo
Ritengo che la sobrietà nell’azione politica non debba essere semplicemente uno slogan. Perciò la mia campagna elettorale sarà essenziale, ma di sostanza. Non vedrete il mio faccione affisso sui muri, ma potrete contare sull’impegno civico e la disponibilità che caratterizzano la mia concezione della politica rivolta al servizio del cittadino.
Non ho interessi privati da difendere, non sono in cerca di una ricca poltrona dove sedermi appagato, non sono un nulla-facente in cerca di un buon posto. Sono disposto a mettere la mia persona al vostro servizio.
Se eletto mi batterò affinché :
• Si attui una riduzione consistente del compenso dei consiglieri regionali. E’ importante lanciare subito un segnale di speranza: la politica può e deve cambiare!
• etica e moralità siano gli elementi fondamentali di qualsiasi azione politica.
• Nessuno tra cassaintegrati o disoccupati rimanga solo nell’indifferenza generalizzata
•Ci siano migliori aspettative sul proprio futuro e su quello delle generazioni più giovani. I nostri figli amino e rispettino questo paese e non siano costretti ad abbandonarlo.
•Si finanzino le imprese che investono in progetti finalizzati all’innovazione e alla competitività.
• Si attui l’abbattimento di emissione di veleni, restituendo dignità e futuro al territorio in cui viviamo.
• Si promuova un progresso sostenibile; il diritto al lavoro non si contrapponga alla tutela dell’ambiente e non comprometta il diritto alla salute e alla vita.
• Si incentivi il trasporto pubblico, costruendo nuove ferrovie e metropolitane a scapito di autostrade predestinate alla congestione. Expo 2015 è una occasione irrepetibile.
• Si incentivi la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, abbandonando la strada del nucleare.
• L’acqua è un diritto e deve restare pubblica. L’acqua sia considerata un diritto inalienabile ed universale. La Regione Lombardia riconosca il Servizio Idrico Integrato quale servizio pubblico essenziale e privo di interesse economico. Oggi la sola ATO della provincia di Varese prevede ingenti investimenti garantiti da tariffazione e ciò comporterà un aumento consistente delle singole bollette. Nelle regioni in cui il processo di privatizzazione dell’acqua è già un dato di fatto, si assiste ad un aumento vertiginoso dei costi e ad un calo della qualità del servizio erogato.
• Si incentivi il recupero edilizio anziché la proliferazione incontrollata di nuove costruzioni non necessarie. I tre costruendi grattacieli di Tradate oltre che antiestetici sono inutili, visto che oggi sul territorio si contano circa 1000 nuovi appartamenti invenduti.
• Si incrementi l’efficienza della sanità pubblica accorciando i tempi di attesa per gli esami clinici
• Si rilanci la scuola pubblica per un servizio di qualità.

Senza regole muore la democrazia
In democrazia le regole sono sostanza

Sinistra Ecologia Libertà – Tradate

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"l' Altra Saronno", terzo numero del settimanale


PUNTUALISSIMO
ECCO IL TERZO NUMERO

Riceviamo e pubblichiamo
Ecco il nostro terzo numero.
Chi volesse potrà scaricare il nostro giornale cliccando qui. Buona settimana e grazie. (redazione di AltraSaronno).
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giovedì 4 marzo 2010

Napolitano si faccia un giro a Varese

SIGNOR PRESIDENTE
LEI E' L'UNICA GARANZIA, ORAMAI!

A Samarate, nel varesotto, si vorrebbe limitare la libertà di culto alle sole confessioni giudaico-cristiane. Per iniziativa di quegli stessi Pdl e Lega che dai migranti pretendono, però, la conoscenza della Costituzione italiana, pena il mancato rinnovo del permesso di soggiorno.
Ed intanto Napolitano si dice "allarmato" per il successo, in Olanda, del partito anti-islamico di Gert Wilders... (dal blog di Daniele Sensi).
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Haiti: sapevate che?

LA VERA STORIA DI HAITI

A noi ha fatto parecchia impressione la lettura di questo articolo, che mettiamo a disposizione perchè la ignoranza (cioè la mancanza di conoscenze) è grandemente diffusa e grandemente aiutata dagli stessi mass media. Cerchiamo di aiutare a farvi comprendere. Provate a leggere.

Nessuno si è mai domandato come è possibile che metà di un’isola stia relativamente bene, dal punto di vista economico, mentre l’altra metà sia semplicemente il paese più povero di tutto l’emisfero occidentale?
Teoricamente un’isola dovrebbe disporre di risorse naturali divise abbastanza equamente, e non si conoscono isole in cui ci siano fragole, ruscelli dorati e fior di loto da una parte, mentre dall’altra vi siano cave di tufo, zanzare e topi morti.
Perchè allora Haiti è il paese più povero dell’Occidente, mentre a Santo Domingo – l’altra metà dell’isola - la popolazione se la passa relativamente bene, o comunque vive in maniera dignitosa?
Perchè Haiti ha commesso, oltre duecento anni fa, il più grave peccato mortale che si conosca sulla faccia della terra: ha osato ribellarsi all’uomo bianco.

Pochi sanno che insieme alle due grandi rivoluzioni di fine-settecento, …
… quella americana e quella francese, ci fu anche la rivoluzione popolare di Haiti, che allora era una ricca colonia che produceva riso, tabacco, e quasi la metà di tutto lo zucchero che veniva consumato in Occidente.

Guidati da Toussaint L’Ouverture, l’eroe nazionale degli haitiani, gli schiavi si ribellarono e conquistarono l’indipendenza dai francesi. Ma curiosamente fu proprio l’America delle nuove libertà, reduce dalla propria rivoluzione, ad imporre subito un pesantissimo blocco navale intorno ad Haiti, che durò oltre 60 anni.

Nel frattempo gli haitiani, soffocati dall’embargo e isolati dal mondo, venivano costretti a ripagare ai francesi 100 milioni di franchi in oro per le “perdite di proprietà” subite (circa 20 miliardi di dollari di oggi), e si ritrovarono quindi in ginocchio sin dal primo giorno della loro indipendenza.

Della serie “non provateci mai più”.
Gli haitiani ci hanno messo oltre un secolo a pagare il debito, estinto soltanto nel 1947.

Nel frattempo gli americani avevano invaso l’isola, nel 1915, con la scusa di mettere sotto controllo i “banditi haitiani” che praticavano “pericolose cerimonie voodoo” che “mettevano a rischio le proprietà americane sull’isola”.

Ieri era il rullare del woodoo, oggi è il canto del muezzin: cambia la scusa, ma la “vera” musica non cambia mai. Si chiama colonialismo.

Per essere sicuri che gli haitiani smettessero di praticare il voodoo, l’esercito americano pensò bene di restare sull’isola per altri 19 anni, durante i quali naturalmente riusciva anche ad imporre presidenti che risultassero simpatici a Washington.

La democrazia serve a poco, se intervieni sempre per far eleggere chi vuoi tu.

Dal dopoguerra in poi la punizione per essersi ribellati al padrone bianco è proseguita in mille forme diverse. Dal giorno della loro indipendenza ad oggi ci sono stati ad Haiti 32 colpi di stato, alimentati di volta in volta dalle elite occidentali, che non accettavano la volontà popolare e non volevano saperne di rinunciare al colonialismo.

Dagli anni 60 in poi, nel tentativo di indebolire la fiorente economia agricola dell’isola, gli occidentali promossero una politica che tendeva ad acquistare le terre dei contadini per obbligarli a spostarsi verso le città, constringendoli a vivere negli “slums”, dove sarebbe stato molto più facile sfruttarli come lavoratori dell’industria.

Ma i contadini stavano bene dov’erano, e per convincerli fu necessaria l’imposizione di una delle più brutali dittature mai conosciute sulla faccia della terra: quella di “Papa Doc” Duvalier, durata dal 1957 al 1971, poi proseguita da quella del figlio, “Baby Doc”, che durò fino al 1986.

Con le squadracce dei tonton-macoutes che seminavano sangue e rastrellavano l’isola metro per metro, lentamente le terre vennero tolte ai contadini, obbligando così la popolazione a spostarsi verso le città, in cerca di lavoro.

Finalmente trasformata in gigantesco sweat shop dagli americani, da circa 30 anni Haiti offre al mondo manodopera per l’industria tessile a costo praticamente nullo.

Se proprio non vogliono raccogliere il cotone – avranno pensato gli americani - vuol dire che gli faremo cucire le nostre magliette colorate.

Nel 1990 un nuovo guizzo di orgoglio nazionale ha portato all’elezione di un presidente scelto dal popolo, Bertrand Aristide, che vinse le elezioni con circa tre quarti dei voti disponibili. Ma lo sfortunato Aristide incappava presto in gravi complicazioni, e fu rapidamente rovesciato da un golpe militare. Tornato al potere nel 2000, una nuova serie di sommosse lo ha obbligato definitivamente all’esilio, nel 2004, mentre le Nazioni Unite mandavano i militari “per ristabilire l’ordine”.

Il nuovo ordine mondiale, ovviamente. Quello che si impone con il mitra fra le braccia, mascherato a volte da “intervento difensivo” della NATO, a volte dai caschi blu dell’ “intervento umanitario”.

In tutto questo tempo, l’unica cosa che non è mai cambiata ad Haiti è l’estremo stato di povertà in cui sono stati tenuti da sempre i suoi abitanti.

E’ curioso aver portato a termine la prima rivoluzione in assoluto fra i popoli neri – di cui stranamente non sentiamo mai parlare - per non aver goduto nemmeno di un giorno di reale libertà.

Arriviamo così alla recente dichiarazione di Pat Roberson, il glorioso “tele-evangelista” dei fondamentalisti biblici, che dopo il terremoto ha dichiarato: “Si sono messi insieme, e hanno stretto un patto con il diavolo. Ci metteremo al tuo servizio – gli dissero – se ci aiuti a liberarci dai francesi. E’ una storia vera. E il diavolo disse: “Affare fatto”. E così gli haitiani insorsero e divennero liberi. Ma da allora hanno subito una maledizione dietro l’altra. Disperatamente poveri …

Ovviamente sfuggiva a Robertson l’ironia secondo cui gli haitiani avrebbero offerto di diventare servi di qualcuno, purchè li aiutasse a liberarsi da una servitù verso altri. (O forse gli haitiani preferivano addirittura il diavolo al dominio dei bianchi?)

In ogni caso, la “tesi” di Robertson non è che la versione esasperata di un razzismo centenario, becero e bigotto, coperto oggi dalla ”filosofia del pietismo” che i media di tutto il mondo hanno provveduto a replicare con nausante insistenza nei giorni del terremoto, secondo la quale i “poveracci“ di Haiti non meritavano davvero questa ennesima sfortuna.

Come se le altre gliele avesse mandate Dio. (*)



* Ammesso e non concesso che quest’ultima sia stata davvero "una sfortuna". Vedi anche: Lo spettro di Katrina.

NOTA: Naturalmente la storia di Haiti è molto più complessa e articolata di quella descritta. Qui abbiamo ricostruito solo i passaggi fondamentali, per cercare di mostrare una linea di continuità nel tentativo di tenere sotto controllo una popolazione “ribelle” da parte dei paesi occidentali. Schiavismo e razzismo assumono forme diverse nel tempo, ma sembrano ancora ben lontani dall’essere estinti. (M.M.)
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mercoledì 3 marzo 2010

L'aria che respiriamo a Tradate

Mal’Aria a Tradate

Riceviamo e pubblichiamo
Legambiente Tradate, in collaborazione con i negozi cittadini, porta l’attenzione sullo stato dell’aria che respiriamo in città.
Sì è conclusa sabato 27 febbraio la settimana di mobilitazione di Legambiente Tradate sul problema dell’inquinamento atmosferico. Gli elevati livelli di polveri sottili (PM10), biossido di azoto (NO2) e ozono (O3), hanno allarmato i cittadini della pianura padana perché già nei primi due mesi del 2010 si sono superati i limiti di legge per troppi giorni consecutivi.
Legambiente Tradate vuole tentare di risolvere questo problema partendo dalle azioni quotidiane, e, visto che in città il traffico su gomma è il responsabile numero uno, sabato pomeriggio per le vie del centro si è snodato un lungo, insolito, serpentone di ciclisti, grandi e piccolini chiedendo che Tradate, così come altre città, diventi una città a misura di bicicletta e di piedi, non solo di auto. Dei negozi che hanno aderito Vetrine Antismog, abbiamo premiato il Family Factor di v. Monte San Michele per aver allestito la miglior vetrina, mentre il Trofeo Tartaruga è stato assegnato proprio all’automobile: il mezzo indiscutibilmente più lento per gli spostamenti cittadini. Il percorso Piazza Mercato – Piazzale delle poste (per imbucare una lettera) – v. Manzoni (per un caffè virtuale) – e Comune è stato compiuto dalle biciclette (sia normali sia elettriche) in 6 minuti, dai rollerblade in 9 minuti, dai pedoni in 12 minuti e dall’auto in 15 minuti.

L’iniziativa non è piaciuta all’Amministrazione e, leggiamo su VareseNews il 26/02/10, Sindaco e Vicesindaco con delega all’ambiente giudicano l’iniziativa come “post carnevalesca” (il Sindaco) e “che lascia un po’ il tempo che trova “ (Ass. all’Ambiente) (se non sono piaciuti a quei due, significa che siete sulla strada giusta!!! Continuate così! n.d.r.).

Siamo dispiaciuti per l’attacco dell’amministrazione comunale. Non riusciamo a comprendere come delle iniziative di sensibilizzazione sul tema della qualità dell’aria e della mobilità sostenibile possano non essere condivise.
Inoltre Domenica 28 Febbraio 168 comuni del Nord Italia hanno aderito al blocco del traffico dimostrando con questa azione la preoccupazione concreta per la qualità dell’aria di tutta l’area padana.
Il problema delle polveri esiste da più di 10 anni e se un cittadino qualunque, preoccupato seriamente dell’aria che respira e che respirano i suoi figli, digitasse su Google “PM10 Tradate” troverebbe un rapporto scritto due anni fa sul sito di Legambiente Tradate con dati ARPA rilevati a Tradate nel 2002 e Venegono nel 2006.
Come evidenziato dall’articolo sotto riportato, scaricabile anche dal nostro sito, è dimostrato che i valori dei maggiori inquinanti dell’aria a Tradate si attestano attorno ai valori medi rilevati dalle centraline di Saronno, Zona Sempione, Varese. Questi sono i dati noti, per chi ovviamente ne vuol tenere conto.
Il cittadino può poi liberamente valutare se dal 2006 ad oggi, con l’incremento del traffico, l’enorme espansione delle costruzioni a scapito di campagne e del verde la situazione può essere migliorata.
In futuro per Tradate si prevedono la Varesina Bis a sud e la nuova pedemontana nord che taglierà in due il parco Pineta nonché la nuova zona industriale che farà sparire altri 300000 metri quadrati di bosco ecc ecc , quanto migliorerà la qualità dell’aria?
Info: info@legambientetradate.it
Il presidente di Legambiente Tradate
Tatiana Galli
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Razzismo e pregiudizi. Basta con le bugie (5)

«Quelli che vengono sono i peggiori!»

L’Associazione Naga da anni aiuta immigrati senza permesso di soggiorno nella zona di Milano: nel 2008 ha considerato la condizione dei 4.400 immigrati che hanno chiesto assistenza.
Gli immigrati al loro arrivo non conoscono la lingua e non si sanno orientare nel paese; una volta avuto il tempo di ambientarsi in Italia trovano facilmente occupazione: questo vale tanto per gli stranieri irregolari che regolari.
A parità di “voglia di lavorare” le occasioni di lavoro dovrebbero aumentare in relazione alla durata della loro permanenza. Ed è proprio quello che succede sul campione “Naga”: le percentuali di occupati per coloro che risiedono in Italia da meno di un anno è solo del 34%, ma dopo due anni arriva a circa il 65% fino ad arrivare al 76% dopo quattro anni.
I dati Naga segnalano che la quota di immigrati irregolari che lavorano è assolutamente uguale a quella della popolazione italiana. La media di occupati nella popolazione italiana tra i 15-65 anni è del 58,7% che sale in Lombardia al 66,7%: il campione Naga registra un tasso del 60% ma bisogna comunque tenere conto che un quarto del campione è in Italia da meno di un anno: al crescere della permanenza gli irregolari occupati arrivano a superare il dato riferito agli italiani.

Gli immigrati hanno studiato
Gli immigrati hanno spesso un titolo di studi superiore conseguito nel proprio Paese d’origine e sono comunque istruiti. La comunità di Sant’Egidio segnala che su circa 32.000 studenti che hanno frequentato la scuola di lingua italiana evidenzia che l’86% ha studiato nel loro paese di origine oltre 11 anni e il 37% è in possesso di un diploma di laurea.
La stessa realtà è evidenziata dal già richiamato rapporto Naga 2009 che riguarda solo immigrati senza documenti in regola: gli analfabeti sono il 4,2%, coloro che hanno un titolo di scuola media superiore sono il 42,8%, mentre i laureati sono il 10,2%.
Gli immigrati hanno spesso un’istruzione uguale o superiore alla media agli italiani.
Se consideriamo i dati della popolazione con cittadinanza italiana, le percentuali sono assolutamente paragonabili (se non addirittura peggiori). Interessante notare come un decimo degli irregolari considerati abbia una laurea contro il 12% della popolazione italiana.
Rapporto Naga, 2008 Popolazione italiana, Istat 2007

Non esiste un aumento del tasso di criminalità legato all’immigrazione
La popolazione straniera, nella condizione di migrante, è più esposta della popolazione residente alle attività criminali. Ciò è un dato confermato in tutti i Paesi europei. Parlare, però, di un’equazione tra immigrazione e aumento della criminalità è errato e fuorviante. Nonostante la percezione vada nella direzione opposta, infatti, non si può affermare che i flussi migratori hanno aumentato i pericoli per la popolazione italiana.
È senz’altro vero che da quando l’immigrazione è divenuto un fenomeno allarmante, cioè dal 2001 al 2005 (anno in cui vi sono rilevazioni di Istat e Ministero dell’Interno), le denunce a carico di stranieri è aumentato del 45,9%, ma bisogna considerare che la popolazione straniera regolare è allo stesso tempo raddoppiata e che nel dato sulle denunce si tiene conto degli stranieri senza permesso di soggiorno. La quota di stranieri denunciati sul totale degli stranieri regolari in Italia si ferma al 2% circa. La tesi della corrispondenza tra consistenza numerica degli immigrati e reati da loro commessi è rigettata in una ricerca del 2008 della Banca d’Italia: il numero dei permessi di soggiorno nel periodo 1990-2003 si è quintuplicato, mentre la criminalità ha mostrato una lieve flessione.
Il rapporto della Banca d’Italia conclude che «in linea teorica non c'è stato un aumento diretto della criminalità in seguito alle ondate di immigrazione in nessuno dei reati presi in considerazione (reati contro la persona, contro il patrimonio e traffico di droga)».

I clandestini non sono criminali per natura
Non vi è un parallelismo tra la presenza di stranieri e il numero dei reati commessi. Ad esempio, abbiamo visto che circa un terzo della popolazione straniera senza permesso di soggiorno ha provenienza asiatica; i dati del Ministero dell’Interno segnalano anche che gli arrestati e denunciati di queste etnie è ridotta.
Gli stessi dati del Viminale lo evidenziano che un’equivalenza fra criminalità ed irregolarità è
semplicistica e non rappresentativa del fenomeno criminale.
Fonti
Paolo Buonanno e Paolo Pinotti, Do immigrants cause crime? - Paris School of Economics Working Paper
Dossier Caritas/Migrantes sulla Criminalità – Ottobre 2009
Rapporto Naga 2009
Comunità di Sant’Egidio, Immigrazione e sicurezza. Rapporto 2009
Carlo Devillanova, Francesco Fasani e Tommaso Frattini, Lavorare a Milano. Da Clandestini, Lavoce.info, 28.12.2009
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lunedì 1 marzo 2010

Basta cemento a Tradate!

Tradate, il progetto dei tre palazzi alti 30 metri in viale Marconi, le migliaia di appartamenti invenduti,
la spaccatura nel PdL tradatese:
intervista all'esponente di Unione Italiana

TRADATE - Come la potesse pensare su quello che ormai in città è chiamato il "Caso delle torri" era facilmente intuibile, visto quello che ha sempre affermato sull' "edificazione selvaggia" del territorio tradatese. (clicca qui per leggere tutto)
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Cattaneo a Villa Truffini


INCONTRO PUBBLICO MARTEDI' ORE 21
Villa Truffini - Tradate Continua...

domenica 28 febbraio 2010

"l' Altra Saronno", il secondo numero del settimanale


ANCORA QUI

Riceviamo e pubblichiamo
Ecco il nostro secondo numero. Chi volesse potrà scaricare il nostro giornale cliccando qui. Buona settimana e grazie. (redazione di AltraSaronno).
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Castiglione Olona: lettera del PD al Sindaco (2)

Dopo la diffusione della lettera aperta,
il sindaco Poretti ha dichiarato ai giornali di non voler rispondere.
Ma la risposta è arrivata dalle segreterie di LEGA e PDL presenti nella sua giunta

Riceviamo e pubblichiamo
A questo punto riteniamo doveroso aggiungere ulteriore chiarezza.
Recentemente a un sondaggio che domandava “quale istituzione, associazione o gruppo sociale raccoglie la vostra fiducia?” i cittadini risposero così:
Alle Forze Armate il 70%, Al Presidente della Repubblica il 70%, Alla Scuola il 57%, Alla Chiesa il 52%, Al Comune il 42%, Alla Magistratura il 41%, Ai Partiti il 9%.
Risultato deludente per i partiti che però ritornano ad essere importanti e riconosciuti quanto si va a votare
Sono il mezzo per governare una nazione, un comune; anche il nostro comune.
Recentemente abbiamo posto con una lettera aperta (pubblica) al Sindaco una richiesta di chiarimenti circa alcuni atti amministrativi compiuti (prima emetto una sanatoria poi la ritiro) su una pratica edilizia che interessa di riflesso un contenzioso tra privati A e B (fatti loro) per un terreno edificabile.
I fatti (nostri e di tutti):
Ai primi di dicembre 2009 l’ufficio tecnico nei confronti del cittadino A (assessore comunale) prima emette un permesso di costruire in sanatoria (condonando così un abuso) poi lo ritira adducendo la motivazione che nel frattempo è venuto a conoscenza, tramite il cittadino B, che una sentenza del tribunale civile dava torto al cittadino A (assessore e imprenditore).
(va detto che nel febbraio 2009 il Comune riceveva una sentenza del TAR e nei primi giorni di novembre 2009 il comune riceve anche la sentenza del Tribunale di Varese: in tutte e due le sentenze si stabiliva la ragione di B contro A).
Possibile che il Sindaco e nessun Assessore (neppure l’Assessore-cittadino A) fosse a conoscenza delle sentenze sfavorevoli allo stesso cittadino A?
Possibile che i tecnici Comunali abbiano trascurato gli atti presenti in Comune relativi al contenzioso tra i cittadini A e B?
Dobbiamo credere che i nostri Amministratori non ne sapessero nulla?
E ora la responsabilità di ciò ricade tutta e solo sull’ufficio tecnico?
Ma andiamo, siamo seri!

Alla nostra lettera aperta al Sindaco, che conteneva delle legittime domande, si è preferito rispondere con insulti a mezzo di un volantino a firma del partito della Lega e del Popolo della Libertà nel quale si difendono le tesi del cittadino A (capogruppo della lista del sindaco) in modo nervoso e fuorviànte.
Ne prendano atto i loro elettori e tutti i cittadini.
Ma quello che più ci interessa è sapere cosa ne pensano i consiglieri Comunali indipendenti eletti nella lista del Sindaco Poretti che non hanno sottoscritto il volantino.
Signor Sindaco faccia chiarezza! Quella chiarezza che potrebbe almeno a Castiglione far guadagnare un punto in più di fiducia nei partiti e molti di più alla istituzione Comune che lei oggi rappresenta.
P.S.
Signor Sindaco dopo aver risolto la grana di cui sopra apra un tavolo di confronto con gli imprenditori e la parti sociali del nostro territorio per capire e affrontare al meglio la crisi delle nostre aziende grandi e piccole, crisi che sta incidendo negativamente sulla qualità della vita di molte famiglie castiglionesi
E’ ora di cominciare sul serio a lavorare per i cittadini.
Buon lavoro.
Il Circolo Territoriale
del Partito Democratico di Castiglione.
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sabato 27 febbraio 2010

Castiglione Olona: lettera del PD al Sindaco (1)

SIGNOR SINDACO, CI CONSENTA...
VOGLIAMO CAPIRE

Pubblichiamo questa lettera del 6 febbraio per rendere comprensibile la successiva presa di posizione del Pd di Castiglione Olona che pubblicheremo domani.

Sig. sindaco “ci consenta”, vorremmo dare inizio a questa nostra seconda lettera aperta con un titolo interlocutorio: una vicenda di manzoniana memoria?
Quello che con questo nostro scritto vogliamo chiederle, sotto la forma di domande precise e puntuali, non è il frutto di un banale “gossip” paesano ma deriva dalla necessità di avere da lei delle conferme o delle smentite su di una vicenda della quale siamo venuti a conoscenza.
E’ per fugare qualsiasi dubbio che ci permettiamo di chiederle pubblicamente dei chiarimenti su questi fatti legati alla sua amministrazione che rischiano di assumere, proprio per le informazioni raccolte, aspetti di rilevante gravità.assumere, proprio per le informazioni raccolte, aspetti di rilevante gravità.
L’antefatto che brevemente riassumiamo per dare un minimo di quadro degli avvenimenti, vede un cittadino “A” tentare di appropriarsi della proprietà dei cittadini ”B” senza averne diritto.
Per riservatezza abbiamo chiamato “A” il cittadino che teoricamente abusa e “B” i cittadini che teoricamente sono vittime dell’abuso.
Per la stragrande maggioranza della cittadinanza i nomi dei cittadini sono sconosciuti, ma siamo certi che a lei signor sindaco sono ben noti.
Veniamo quindi alle domande che ci consentiranno di fare chiarezza sulla vicenda, ed alle quali siamo certi lei non vorrà sottrarsi nel dare puntuale risposta.

1^ domanda - Corrisponde al vero che i cittadini “B”, quali legittimi proprietari di un terreno edificabile, nel 2008 hanno esposto al Comune di Castiglione il loro problema consistente nel fatto che “A” ha abusivamente occupato il loro terreno?

2^ domanda – Corrisponde al vero che l’Ufficio Tecnico del Comune nel 2008 (Sindaco ancora Battaini), dopo i rilievi del caso, con provvedimento nr. 39/08 emanava, nei confronti della ditta di proprietà di “A”, un‘ordinanza di demolizione di quanto realizzato in abuso e di ripristino dei luoghi?

3^domanda – Corrisponde al vero che esistendo un contenzioso tra “A” e “B” sulla proprietà del terreno, il comune (amm. Battaini) abbia cautelativamente sospeso il giudizio di merito sulla questione, attendendo il pronunciamento degli appropriati organi giudicanti?

4^domanda – Corrisponde al vero che il comune di Castiglione nell’ottobre del 2008 (amm. Battaini) dichiarava che la richiesta fatta dal “A” di sanatoria degli abusi edilizi commessi sul terreno di “B” era “improcedibile” e respingeva quindi la richiesta?

5^domanda - Corrisponde al vero che il TAR di Milano con sentenza 89/08 ha riconosciuto l’obbligo di demolizione delle opere abusive realizzate dalla ditta di “A”, in quanto edificate su di un terreno non di sua proprietà?

6^domanda – Corrisponde al vero che sempre il TAR di Milano con la stessa sentenza ha ordinato al Comune di Castiglione (amm.Battaini) di dare luogo al provvedimento di repressione dell’abuso?

7^domanda – Corrisponde al vero che i giorni precedenti alle elezioni amministrative il Comune di Castiglione ha ricevuto un atto di diffida e messa in mora per non aver ancora dato esecuzione alla sentenza del TAR?

8^ domanda – Corrisponde al vero che il 15 giugno 2009 al Comune, nel frattempo amministrato dalla lista PDL/Lega, è stata fatta pervenire comunicazione dai legali dei cittadini “B” di essere in attesa di veder avviato il procedimento repressivo nei confronti della ditta di “A”?

9^domanda – Corrisponde al vero che “A”, alla fine di giugno 2009 è stato nominato assessore della sua giunta municipale?

10^domanda – Corrisponde al vero che nel luglio 2009 (amm.Poretti) i cittadini “B” inviavano una nuova raccomandata di sollecito visto il continuo silenzio dell’Amministrazione comunale sulla vicenda?

11^domanda - Corrisponde al vero che il Comune nell’agosto 2009 (amm.Poretti) ha inviato alla ditta di “A” una nota in cui si annunciava l’avvio di un procedimento istruttorio finalizzato all’eliminazione delle opere edilizie come da sentenza del TAR di Milano?

12^domanda – Corrisponde al vero che il Tribunale di Varese, con sentenza dell’ottobre 2009 decreta che i cittadini “B” sono i legittimi proprietari del terreno e condanna “A”, che è amministratore unico e socio di maggioranza della sua ditta, al ripristino dello stato dei luoghi e quindi alla demolizione delle opere abusive realizzate?

13^domanda – Corrisponde al vero che tale sentenza è stata portata alla conoscenza del Comune di Castiglione nei primi giorni di novembre ’09 e quindi si può affermare che l’Ufficio Tecnico Comunale, il Segretario Comunale, il sindaco e la giunta ne siano a conoscenza?

14^domanda – Corrisponde al vero che in novembre, nel corso del Consiglio Comunale, in risposta ad una interrogazione del gruppo di opposizione Progetto Castiglione veniva data la comunicazione di un rilascio di provvedimento di sanatoria e autorizzazione a costruire su quel terreno a favore della ditta di “A”, in assoluto contrasto con la normativa di settore?

15^domada – Corrisponde al vero che lei, sig. sindaco, nella stessa seduta abbia dichiarato che non sussiste alcuna incompatibilità tra ”A” e la carica che attualmente ricopre nella sua giunta?

16^ domanda – Corrisponde al vero che per giustificare l’emanazione del provvedimento di sanatoria sia stata utilizzata una autocertificazione prodotta dall’altro socio non amministratore della ditta di “A”, che si attribuisce la proprietà del terreno in questione, nonostante la sentenza del Tribunale di Varese?

17^ domanda – Corrisponde al vero che sia stato dato mandato da questa giunta a dei consulenti legali, naturalmente pagati dal Comune e, quindi da tutti i cittadini, al fine di trovare una via d’uscita alla questione?

18^ domanda – Corrisponde al vero che il Comune ha ricevuto un nuovo ricorso in ottemperanza perchè emanando il sopracitato provvedimento in sanatoria avrebbe eluso la sentenza del TAR che obbligava il Comune a demolire d’ufficio le opere realizzate dalla ditta di proprietà di “A” ?

Il Partito Democratico ritiene indispensabile che nel rispetto della trasparenza e del rapporto diretto con i cittadini della questione sia informato il consiglio comunale, e che in quell’ambito si affrontino i temi di questa vicenda.
Distinti saluti.
Il Coordinamento Cittadino del Partito Democratico
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