giovedì 2 ottobre 2008

Termodistruttore mascherato? (2)

Il vero progresso è la qualità della vita
e il riequilibrio di un territorio

Riceviamo e pubblichiamo

Mentre continua la situazione di degrado e incertezza per il patrimonio ambientale della Valle Olona, alcuni rappresentanti dell'Osservatorio hanno partecipato venerdì scorso all'assemblea organizzata a Lonate Ceppino dal Partito Democratico. Dedicata al tema dell'ampliamento della ditta Lepori - Kataoil, la serata avrebbe dovuto contribuire a far chiarezza circa la compatibilità del progetto di questa azienda posta in riva al fiume Olona, la quale intende ampliarsi con un impianto di smaltimento di oli e terre esauste.

Sorvolando sull'ingenua mancanza di posizione da parte del partito organizzatore, il cui unico commento si è rivelato in un invito a sperare nella salvezza tramite il progresso tecnologico e la "fede nella ragione", dobbiamo registrare l'atmosfera di seria (e molto più pragmatica) preoccupazione da parte della popolazione intervenuta , ora più che mai seriamente intenzionata a capire quale rischio verrà generato dalla nuova produzione in termini di salute pubblica ed ambientale. Quali sostanze verranno veramente condotte e trattate sulle rive dell'Olona? Quale la possibilità che il fiume torni a prendersi i suoi territori alluvionali, portando con oli pericolosi e inquinanti ? Quale il reale vantaggio in termini di occupazione, a fronte dei disagi che l'azienda porterà?

Risposte che non sono state esaurite - a detta di tutti i presenti, fra i quali alcuni medici - anche per la mancanza di un contraddittorio, essendo tutti i relatori presenti direttamente o indirettamente parte della dirigenza dell'azienda Lepori!

Ma al di là del metodo e rispettando la buona fede di chi ha organizzato, l'Osservatorio dell'Olona non può esimersi da una riflessione più coraggiosa e assolutamente non provocatoria: è ancora nell'interesse della nostra gente e rispettoso per la nostra Terra, concedere altre concessioni industriali sul fondovalle dell'Olona? Noi crediamo che il vero progresso sia la qualità della vita e il riequilibrio di un territorio, non il perseguimento di un modello industriale che non è più proprio di questi tempi e di questa valle. E, una volta per tutte, smettetela con la storia che siamo solo dei giovani visionari, perché dei danni provocati dai vecchi ormai ne hanno tutti le scatole piene .
Osservatorio per la Salvaguardia della Valle Olona, Coordinamento di Associazioni, Persone ed Enti con sede alla Cascina Scenna - loc. Barlam - Cairate (VA)

1 commenti:

andrea ha detto...

Il giorno dopo l'incontro pubblico ho scritto al professor Montanari. Chiedevo quali fossero i rischi per la salute considerando che l'impianto genera e diffonde nell'aria nanopolveri (anche per stessa ammissione dell'ing. ambientale presente all'incontro). Avevo anche fatto cenno all'utilizzo di esano in alcune fasi della lavorazione.
Ecco la risposta:

"Temo che non ve l'abbiano raccontata giusta. Intanto quando si aggiunge una fonte inquinante è indispensabile toglierne una che abbia almeno pari nocività, cose che, a quanto mi consta, non si farà. Poi, occorre una caratterizzazione delle nanoparticelle per numero, forma, dimensione e composizione chimica. Sarebbe anche interessante sapere come pensano di "abbattere" le nanoparticelle e dove metteranno quelle "abbattute". La legge è una cosa seria. Peccato che il nostro organismo della legge se ne infischi. Infine, esano o cicloesano?"

P.S. chiedo la cortesia per chi avesse informazioni più dettagliate di integrarle per poter rivolgere domande più precise al pof. Montanari.
Scrivete ad altratradate@hotmail.it